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Visualizzazione dei post da marzo 6, 2022

LA SCIA DI VELENO DIETRO AL DRONE MISTERIOSO

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 La Croazia non ha proprio digerito (e non c'è di che meravigliarsi) la strage sfiorata nella notte tra giovedì e venerdì, quando un misterioso drone di fabbricazione sovietica è precipitato su una zona densamente popolata della capitale Zagabria. Rispetto alle informazioni riportate già ieri  in questo articolo sul blog , consiglio oggi anche questo riepilogo dei fatti in inglese  dal portale Balkan Insight .  Inoltre, per chi legge il bosniaco, molto completo e dettagliato  questo articolo uscito oggi su N1 BIH . Il premier croato Plenkovic è giunto questa mattina sul luogo dell'impatto e ha parlato di una "seria minaccia per la Croazia" e di un episodio intollerabile. Oltre alla necessità di stabilire a chi appartenesse il drone (con russi ed ucraini che negano entrambi e si rimpallano la responsabilità), Plenkovic se la prende anche e soprattutto con gli altri Paesi della NATO, dato che il velivolo, partito verosimilmente dal territorio ucraino, ha sorvolato indis

UN DRONE DI FABBRICAZIONE SOVIETICA SI E' SCHIANTATO A ZAGABRIA: A CHI APPARTIENE?

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 Si parla molto oggi, sulla stampa dei Balcani occidentali, del misterioso drone di fabbricazione sovietica che, intorno alle 23 di ieri sera, si è schiantato sul quartiere meridionale Jarun della capitale croata, Zagabria. E' stata una fortuna che l'incidente non abbia provocato vittime o feriti, dato che vicino al luogo dell'impatto si trova un dormitorio studentesco.  Sul sito di  Radio Sarajevo  è possibile visionare il video dell'impatto e della conseguente esplosione. Il problema, ora, sembra essere soprattutto quello di capire a chi appartenesse tale drone, di cui al momento si conosce il percorso attraverso Romania ed Ungheria, prima di volare circa 7 minuti nei cieli croati e schiantarsi. Il velivolo pare essersi schiantato per mancanza di carburante (ragione per la quale l'impatto non ha provocato un vasto incendio) ed è sicuramente di fabbricazione sovietica. Dato che la sua autonomia pare essere di circa 1000 km, potrebbe ragionevolmente essere partito d

LA PASSEGGIATA DI ANNALENA BAERBOCK A SARAJEVO

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La ministra degli esteri tedesca Annalena Baerbock, che in questi giorni si trova in Bosnia Erzegovina per una serie di incontri, ha passeggiato ieri per il centro di Sarajevo in compagnia della sindaca cittadina, Benjamina Karic e dei sindaci di Mostar e Banja Luka. Particolarmente significativa la partecipazione alla passeggiata (e al precedente incontro presso il municipio cittadino) del sindaco di Banja Luka, Drasko Stanivukovic.  Durante la passeggiata, che ovviamente ha toccato tutti i luoghi simbolici per la fede e la cultura dei bosniaci (la moschea di Gazy Husrev -bey, la cattedrale cattolica, l'antica chiesa ortodossa, l'antica sinagoga), Baerbock ha detto che la Germania è una sostenitrice del percorso europeo della Bosnia Erzegovina ed ha auspicato iniziative che possano portare a legami sempre più stretti fra Sarajevo e Berlino (fonte:  N1 ENGLISH ) Nella situazione di estremo caos e tensione in cui si trova attualmente la BIH, le foto di questa passeggiata possono

COSA È SUCCESSO NEI CIELI DI BANJA LUKA?

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Si è fatto un gran parlare, negli ultimi giorni sulla stampa bosniaca, del sorvolo dei cieli di Banja Luka da parte di un aereo militare italiano, registrato dal sito FLIGHTRADAR24 alcuni giorni fa. La notizia, ignorata quasi completamente in Italia, è stata riportata immediatamente da  N1 BIH . Successivamente, il primo portale italiano a darne notizia, riportando le reazioni molto negative di Milorad Dodik espresse sulla stampa bosniaca, è stato Fivedabliu.it in  questo articolo . Dodik ha parlato apertamente di violazione dello spazio aereo bosniaco. La vicenda, sulla quale gli altri due membri croato e bosgnacco della presidenza bosniaca non si erano minimamente espressi, viene ridimensionata invece nella ricostruzione di Agenzia Nova, che  in questo articolo  spiega come il velivolo militare si muovesse nell'ambito della missione EUFOR.  Tutta questa vicenda, attraverso gli articoli segnalati, racconta secondo me comunque molto bene il clima bosniaco di questi difficili giorni

EUFOR DI NUOVO BEN VISIBILE A SARAJEVO

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 Era noto da tempo l'invio di 500 nuovi uomini da parte della EUFOR in Bosnia Erzegovina, ma oggi vengono forniti dalla stampa bosniaca maggiori dettagli sulla provenienza e la dotazione di questi militari. Secondo il portale Buka, di Banja Luka, si tratta di soldati provenienti da Austria, Bulgaria, Romania e Slovacchia ed è atteso l'arrivo di vari plotoni motorizzati.  Sui principali media bosniaci, così come sui social, inizia ad apparire anche molta documentazione fotografica sull'impiego di questi uomini e l'impressione è che EUFOR, da molti anni a ranghi ridotti e intenzionalmente nell'ombra, voglia ora fare di tutto per far notare la propria presenza sul territorio. In particolare, dopo diversi video che mostravano nei giorni scorsi blindati EUFOR sulle strade bosniache, oggi sia  N1 BIH che  BUKA pubblicano numerose foto di pattuglie EUFOR nel centro di Sarajevo. L'atteggiamento e l'equipaggiamento di tali pattuglie, a chi scrive, non sembra voler

L'UCRAINA VISTA DAI BALCANI: BREVE RASSEGNA STAMPA

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In chiusura di questa difficile settimana, nella quale peraltro ho avuto pochissimo tempo di scrivere, propongo una breve rassegna degli articoli che ritengo più significativi per comprendere il punto di vista dei Balcani occidentali sulla guerra in Ucraina. Per quanto riguarda la Bosnia Erzegovina, dopo l'abbandono da parte di Dodik della seduta della presidenza, non si registrano grosse novità. La situazione permane molto tesa, tanto che il Paese è stato inserito dalla NATO in quelli a maggior rischio di attacco, in caso di allargamento del conflitto. In questo  articolo dell'ANSA  i dettagli sul "Warning" NATO riguardo Georgia, Moldavia e Bosnia Erzegovina. Sempre da ANSA si apprende che da lunedì prossimo  jet francesi inizieranno voli di addestramento  sui cieli della Bosnia Erzegovina. In Serbia, venerdì sera si è tenuta una manifestazione di estrema destra nella capitale Belgrado, a sostegno della Russia. Ne dà conto  questo articolo di N1 BIH . Proprio in ques