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Visualizzazione dei post da gennaio 16, 2022

BIH BLOG - KAFANA 23 01 22

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  Questa settimana a Kafana: cosa cambia in Serbia dopo il referendum del 16 gennaio la politica rozza e capricciosa di Milorad Dodik una riflessione di Ivan Colovic su nazionalismi e fascismi le relazioni pericolose tra Banja Luka e la destra lepenista francese quale futuro per la Bosnia Erzegovina? Buon ascolto!

SERBIA: COSA CAMBIA DOPO IL REFERENDUM DEL 16 GENNAIO

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 Vi propongo oggi due interessanti articoli sul referendum per la riforma della giustizia, tenutosi in Serbia domenica 16 gennaio e terminato con l'affermazione, seppur di misura, del SI. E' probabile che nelle prossime settimane e mesi ci occuperemo parecchio di Serbia, perchè il "vicino di casa" della Bosnia Erzegovina si prepara ad una lunga ed intensa campagna elettorale, col presidente Aleksandar Vucic per la prima volta, da dieci anni a questa parte, realmente in discussione. Nel Paese, percorso tra l'altro da un importante movimento di protesta ambientalista sul quale avremo occasione di tornare, il referendum del 16 gennaio è stato percepito soprattutto come un voto pro o contro Vucic e il suo governo, dato che la riforma su cui si votava è stata da lui fortemente voluta e presentata come parte necessaria del percorso di integrazione europea della Serbia (non è certo un fenomeno a noi sconosciuto quello di referendum, anche su materie molto importanti, dov

NELSON E POWER NON AVRANNO LA FOTO RICORDO

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 Non potranno esibire la foto ricordo dell'incontro con la presidenza tripartita bosniaca, l'amministratrice di USAID Samantha Power e l'ambasciatore statunitense Eric Nelson: il capriccioso Milorad Dodik, discolo come sempre, si è rifiutato di farsi fotografare insieme a loro , al termine dei saluti di rito. Naturalmente, in coerenza col proprio comportamento consueto, Dodik ha poi dichiarato alla stampa che non sapeva si dovesse fare questa foto, e che al termine dei saluti è semplicemente andato al proprio posto: spiegazione forse ancora più offensiva, ma appunto nel pieno stile del personaggio. Aldilà di questi penosi siparietti, comunque, l'incontro non ha prodotto (nè probabilmente poteva produrre) nulla di nuovo o significativo. Power ha ribadito più volte il sostegno di USAID alla Bosnia Erzegovina, sottolineando però che i tentativi della Republika Srpska di ritirarsi dalle istituzioni comuni bosniache può produrre gravi danni alla stabilità del Paese, con inev

IVAN COLOVIC: IL NAZIONALIMO BASTA PER UCCIDERE

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 Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa pubblica la traduzione in italiano di un complesso ma interessante intervento dell'etnologo serbo  Ivan Colovic , incentrato sul legame tra fascismi e nazionalismi, nonchè sul modo in cui sono stati interpretati, in Europa, i conflitti balcanici degli anni Novanta, proprio nel momento in cui in quelle terre si parla nuovamente di guerra. Colovic non si mostra ottimista, laddove rileva che "i nazionalismi uccidono e le uccisioni nazionalizzano": come a dire che non solo elementi apparentemente "innocui" come la difesa della lingua, della cultura, in generale di uno spazio esclusivo per un determinato gruppo etnico-nazionale, si sono dimostrati sufficienti a scatenare conflitti brutali e crimini spaventosi, ma poi l'esito di quei crimini e conflitti è stato quello di far percepire tali elementi come importanti anche agli occhi di chi, prima, li ignorava quasi del tutto. Secondo Colovic, nel nazionalismo si percepisce

BANJA LUKA E L'ULTRADESTRA FRANCESE: UN APPROFONDIMENTO

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 Sempre attento ed informato su dettagli e retroscena, il portale Balkan Insight torna a qualche giorno di distanza sulle celebrazioni del 9 gennaio, con un articolo di Irvin Pekmez, focalizzato sulla presenza a Banja Luka dell'eurodeputato francese di estrema destra  Thierry Mariani , considerato molto vicino alla candidata alla presidenza Marine Le Pen e manifestamente russofilo in politica estera. Non è un bello spettacolo, mentre servirebbe una posizione chiara e comune, da parte della UE, riguardo alla pace e integrità territoriale in Bosnia Erzegovina, osservare un europarlamentare francese (ed altri personaggi con simile profilo) assistere ad una parata militare, durante la celebrazione di una festività dichiarata da anni incostituzionale.  Vi invito alla  lettura integrale dell'articolo , dal quale si evince molto bene come i legami dell'ultradestra francese col mondo russo (e, di riflesso, con la Republika Srpska all'interno della Bosnia Erzegovina) rendano la

BOSNIA ERZEGOVINA: RIFLESSIONI SU UN FUTURO INCERTO

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 Su segnalazione dell'amica Sabina Langer, vi invito alla lettura di questo  articolo di Jorie Horsthuis , dal portale della rivista Internazionale. Si tratta, credo, del più completo inquadramento della situazione bosniaca in questo inizio di 2022, tra il materiale disponibile in italiano.  Un professore universitario di Pale, un profugo bosgnacco rientrato nel suo villaggio distrutto vicino a Foca, un'analista politica di Banja Luka...il racconto della Bosnia Erzegovina di oggi, attraverso molteplici voci, mantiene un triste denominatore comune: la completa incertezza sul futuro, in un Paese dove le ombre lunghe del passato sembrano zavorrare qualunque proposito di cambiamento, condannando i giovani a sognare soltanto di andarsene. Buona lettura.

MILORAD DODIK CI RIPENSA, ANZI NO: COME INTERPRETARE LE SUE PAROLE

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 E' tutto talmente ripetitivo e triste, che quasi non se ne vorrebbe scrivere. Ma tocca farlo, perchè questo 2022 è iniziato sotto cattivi presagi, con un innalzamento dei livelli di provocazione e violenza che non può essere sottovalutato. Oggi Milorad Dodik, accogliendo la richiesta pervenutagli dal presidente serbo Vucic nel loro recente incontro, ha annunciato che i rappresentanti della Republika Srpska torneranno a partecipare ai lavori delle istituzioni centrali della Bosnia Erzegovina, allo scopo di "promuovere gli interessi dell'entità". Subito dopo, ha voluto specificare che comunque il processo di trasferimento di competenze dallo Stato all'entità proseguirà (e che, naturalmente, secondo lui tale processo non minaccia l'integrità della Bosnia Erzegovina). Tutto e il contrario di tutto, come sempre. Un concreto passo indietro (il ritorno alle istituzioni centrali) e due soltanto virtuali in avanti (la specificazione di agire sempre e comunque solo per