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CALCIO: IL BORAC BANJA LUKA CAMPIONE DI BOSNIA ERZEGOVINA

Il Borac Banja Luka, con la vittoria ottenuta ieri sera sull'Igman per 4:3, ha conquistato in anticipo il titolo di campione di Bosnia Erzegovina. Grande la festa della squadra davanti al proprio pubblico. Mentre a Banja Luka si festeggiava, a Sarajevo si rosicava: i tifosi organizzati dell'FK Sarajevo, le Horde Zla,  come riportato da Oslobođenje , hanno rinfacciato ai campioni numerosi favori arbitrali durante la stagione e anche durante la stessa partita di ieri sera. Se tutta la rivalità tra Sarajevo e Banja Luka si potesse limitare a queste polemiche e sfottó, parte essenziale del calcio in tutto il mondo, la Bosnia Erzegovina sarebbe in definitiva un Paese normale. Godiamoci allora questo finale di campionato in attesa di capire cosa porterà invece dal punto di vista politico questa tesa primavera bosniaca. 

BOSNIA ERZEGOVINA: PERSONALE DELLE FORZE ARMATE RENDE OMAGGIO AD UN MONUMENTO PER RATKO MLADIC

 La notizia è grave, ma nel clima generale della Bosnia Erzegovina finisce per passare in secondo piano, tanto che l'unica fonte in inglese da cui ne ho trovato conferma è BalkanInsight,  in questo articolo . Alcuni membri delle forze armate della Bosnia Erzegovina sono stati visti rendere tributo ad un monumento a Kalinovnik, villaggio natale di Ratko Mladic, ex comandante delle forze militari serbo bosniache, principale responsabile del genocidio di Srebrenica del 1995. Il monumento in questione riporta i nomi dei soldati serbo-bosniaci caduti nella zona ed è sormontato da quello che sembra essere il ritratto di Ratko Mladic, condannato all'ergastolo in via definitiva dal tribunale dell'Aja. La denuncia del fatto proviene da Midheta Kaloper, presidente dell'associazione Foca 92-95, che ne sottolinea la gravità, dal momento che dalle forze armate della Bosnia Erzegovina i cittadini si aspetterebbero protezione e non tributi a criminali di guerra. #BosniaErzegovina #rat

RASSEGNA STAMPA 19 05 24: CROAZIA E BOSNIA ERZEGOVINA

Questa domenica vi invito alla lettura di due articoli in italiano, entrambi da OBCT (Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa). Il primo ( qui il link ) descrive la deprimente situazione della televisione pubblica in Bosnia Erzegovina, situazione che riproduce pari pari quella del Paese in generale, sull'orlo dell'implosione. Mentre risulta assolutamente impossibile creare, come prescriverebbe la legge, una agenzia unica che gestisca le TV pubbliche bosniache, BHRT (l'emittente della Bosnia Erzegovina) e RTVFBIH (l'emittente della Federazione BIH) si combattono e si indebitano reciprocamente. La terza emittente, quella della Republika Srpska (RTRS) ha già fatto da anni la sua "secessione", rendendosi completamente autonoma da BHRT, nei confronti della quale ha però un debito di circa quaranta milioni di euro... Il secondo articolo riguarda invece la libertà di stampa in Croazia, dove i media indipendenti vengono minacciati dall'estrema destra che li acc

IL PREMIER SLOVACCO ROBERT FICO FERITO GRAVEMENTE A COLPI DI PISTOLA. Rassegna stampa

 Il premier slovacco Robert Fico è stato ferito da quattro colpi di arma da fuoco all'addome e si trova in pericolo di vita. Il più longevo e discusso protagonista della vita politica slovacca è attualmente riconosciuto come un filorusso, fermamente contrario all'ingresso di Kiev nella NATO e in completo disaccordo con le sanzioni europee nei confronti della Russia. Tutte le principali testate dei Balcani occidentali aprono in queste ore con la notizia dell'attentato. N1BIH pubblica  qui  il video dell'attentato. Radio Sarajevo pubblica invece  qui  le foto dell'arrivo in pronto soccorso. Il quotidiano progressista serbo Danas si concentra su storia politica e personalità di Robert Fico, che viene definito un amico della Serbia dal presidente Aleksandar Vucic ( qui l'articolo completo, in serbo ). Naturalmente anche tutte le principali testate italiane si occupano della vicenda. Un buon articolo in italiano, per inquadrare bene e rapidamente il personaggio, è  q

MACEDONIA DEL NORD: I NAZIONALISTI DELLA VMRO SI PRENDONO TUTTO. Rassegna stampa

I nazionalisti della VMRO, che mancavano al potere dal 2017 (anno della precipitosa fuga dell'allora presidente Gruevski, riparato nell'Ungheria di Orban), hanno stravinto sia le elezioni parlamentari che quelle presidenziali in Macedonia del Nord. Sconfitto su tutta la linea il partito socialdemocratico (SDSM) al potere, che era stato protagonista dello storico superamento della disputa sul nome del Paese con la Grecia nel 2018 ed aveva aperto la via dell'adesione alla NATO, poi raggiunta nel 2020. Vi suggerisco due articoli estremamente chiari e dettagliati per comprendere gli sviluppi politici in questo piccolo e poco conosciuto Paese dei Balcani Occidentali. Il primo, in inglese, è di Balkan Insight e traccia un quadro puntuale dei risultati elettorali, ma si diffonde poco sulle ragioni della clamorosa sconfitta socialdemocratica.  Lo trovate qui Molto più concentrato sulle colpe dei socialdemocratici, ma anche della politica UE verso la Macedonia del Nord, è invece il

STELLA ROSSA-PARTIZAN: RIFLESSIONI A MARGINE DEL DERBY ETERNO

Nel giro di pochi giorni il Veciti Derby , il derby   eterno, di Belgrado è andato in scena due volte e come sempre si è visto di tutto in campo e fuori. Il primo scontro, valido per il campionato serbo, ha visto prevalere la Stella Rossa per 3:2, con due rigori a favore e al termine di un recupero infinito ed incredibile di quasi 20 minuti. Il secondo scontro, valido come semifinale della coppa di Serbia, non era neppure certo che si disputasse: dopo aver denunciato i presunti torti arbitrali subiti nella gara di campionato, il Partizan sembrava intenzionato a non scendere in campo. Alla fine, però, la gara si è giocata, anche se i bianconeri hanno ritardato di circa 8 minuti l'inizio: ne hanno poi presi altri due dalla Stella Rossa, che ha così guadagnato la finale. Non va neppure segnalato il solito contorno di razzi, petardi, fumogeni, danneggiamenti vari: la norma, per chiunque abbia mai assistito a questa partita dal 1945 ad oggi. Quella tra i Deljie (i "valorosi",

BOSNIA ERZEGOVINA: DOVE PORTERA' L'OPERAZIONE BLACK TIE?

Il fatto che l'ANSA abbia dedicato  solo questo brevissimo articolo  alla vasta operazione di polizia ora conosciuta in Bosnia Erzegovina come "Black Tie 2", la dice lunga sul modo in cui il nostro Paese guarda ai Balcani. La brevità e concisione dell'articoletto contrasta infatti palesemente con la gravità estrema del contenuto: il capo della polizia bosniaca Vahidin Munjic è stato arrestato nel corso di un'operazione anticrimine che ha riguardato diverse città della FBIH (Federazione di Bosnia ed Erzegovina) e ha condotto in manette almeno altre 22 persone, legate alla polizia e al mondo degli affari bosniaco. All'operazione hanno collaborato DEA, Europol, FBI e si sta parlando di qualcosa che, dovesse avere un seguito e portare a individuare responsabilità precise, fornirebbe il quadro sconfortante di un Paese in mano alla criminalità organizzata. Cosa che ai media italiani sembra non preoccupare affatto, anzi sembra scontata: parliamo di Balcani, di Bosnia