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Visualizzazione dei post con l'etichetta Analisi e opinioni

LA REPUBLIKA SRPSKA AVVIA LA “DISSOCIAZIONE PACIFICA”

 Viene chiamata “dissociazione pacifica”, utilizzando una formula che dovrebbe suonare forse tranquillizzante, ma ovviamente non lo è per nulla. In base agli accordi di Dayton, con cui terminò il conflitto bosniaco del 1992-95, e anche in base alla Costituzione del Paese, non esiste alcuna possibilità che le due entità di cui si compone la Bosnia Erzegovina (Federazione BIH e Republika Srpska) si separino dando vita a due Stati autonomi. Di fatto, a Banja Luka ( la capitale dell’entità serba di Bosnia) si è sempre parlato di secessione e di successiva unione alla Serbia. Erano parole spesso anche violente, minacciose, ma vuote: parole che rientravano nel gioco misero e pericoloso di una politica interamente in mano ai partiti etnico-nazionali. Oggi i toni sono in apparenza più soft: il leader dei serbo-bosniaci Milorad Dodik, ormai diventato impresentabile sulla scena europea ed occidentale, non si esprime con minacce verso la Federazione ma parla appunto della necessità di una sep...

BALCANI: SE VINCE TRUMP LA PACE E' A RISCHIO?

 Tra le analisi geopolitiche sui Balcani Occidentali reperibili sulle testate dell'area, ho trovato particolarmente interessante un articolo pubblicato su N1 BIH, che a sua volta riprende un pezzo di Andreas Ernst sul quotidiano svizzero Neue Zurcher Zeitung. Niente di particolarmente nuovo, intendiamoci, ma un buon  punto della situazione con annesso "riepilogo delle puntate precedenti". Il punto di partenza è l'opinione di Ernst sulle possibili conseguenze, nefaste per i Balcani, di un ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Il pericolo non sarebbe costituito da ciò che Trump vuole fare in quell'area, ma al contrario dal suo disinteresse e dalla sua volontà di disimpegno, dal momento che quello attualmente regnante è per l'appunto un "ordine americano", fondato sugli accordi di Dayton e sulla difesa dell'indipendenza e sicurezza del Kosovo, di cui gli americani sono i principali garanti. La "pax americana" non è per...

VERTICE DI PACE A LUCERNA: PERCHÉ LA SERBIA HA FIRMATO LA DICHIARAZIONE FINALE

La dichiarazione finale del vertice di pace sull'Ucraina, tenutosi a Lucerna senza la partecipazione di russi e cinesi, non è stata firmata da alcuni dei Paesi partecipanti, quelli genericamente indicati come "sud del mondo" filorusso (tra loro ad esempio Messico, Indonesia, Thailandia), mentre con una certa sorpresa è stata sottoscritta dalla Serbia, rappresentata dal ministro degli esteri Marco Đurić. Il quotidiano progressista serbo Danas si è chiesto in un interessante articolo per quale motivo la Serbia di Vucic, considerata un Paese molto vicino alla Russia, tanto da non aver mai aderito alle sanzioni contro Mosca, abbia scelto di partecipare al vertice e di aderire acriticamente alla dichiarazione finale. La risposta appare abbastanza ovvia agli interlocutori di Danas: un punto fondamentale della dichiarazione riguarda la difesa dell'integrità territoriale dell'Ucraina. Questa condizione, per la Serbia di Vucic, va difesa per trasferirla direttamente sulla ...