TRIESTE: TRA SOLIDARIETA' E VIOLENZA, LE PRIME NOTTI SENZA IL SILOS

 Nessun incidente, nessun tentativo di resistenza: lo sgombero del Silos si è concluso nella giornata di venerdì col trasferimento dei 160 occupanti verso non ben chiara destinazione, pare in Lombardia. I video diffusi dai molti attivisti presenti mostrano i ragazzi per lo più sorridenti, mentre salgono sugli autobus ciascuno col proprio braccialetto al polso: verde per i richiedenti asilo, giallo per chi ha già un appuntamento in questura, rosso per gli irregolari che non hanno ancora avviato alcuna procedura. Nessun nome, solo colori e numeri per identificare questi esseri umani la cui presenza a Trieste non era più tollerata, neppure in quel riparo di fortuna, tra fango e topi, che era per loro il Silos.

Per il futuro, in quella città di transito e di frontiera che è e rimarrà sempre Trieste, nessuna certezza. Il Fatto Quotidiano in questo articolo ci racconta come già durante la prima notte senza il riparo di fortuna del Silos, quella tra venerdì e sabato, si sia verificata un'aggressione da parte di alcuni giovani armati di coltello ai danni di migranti mediorientali che avevano cercato rifugio in un edificio dismesso nei pressi della Stazione Centrale. L'episodio è stato denunciato da Linea d'Ombra durante la manifestazione che si è tenuta sabato 22 giugno in Piazza Libertà (la piazza antistante la Stazione Centrale, ribattezzata ormai da anni Piazza del Mondo).

La manifestazione di sabato sera 22 giugno, promossa da ICS (Consorzio Italiano di Solidarietà) e da molte altre realtà associative, ha visto interventi di altissimo profilo, tra cui quello di Lorena Fornasir, fondatrice insieme a Gian Andrea Franchi di Linea d'Ombra ODV, che da anni assiste i migranti in transito a Trieste e ha creato un'enorme rete di associazioni e singoli volontari italiani e stranieri. In particolare, Lorena Fornasir ha richiamato l'attenzione sulla necessità di agire concretamente e visibilmente, dando vita a un corteo imprevisto, ma ordinato e assolutamente pacifico, che si è mosso dalla Stazione Centrale alla Prefettura di Trieste per chiedere soluzioni umane e immediate per l'accoglienza dei migranti in città.

Trieste, oggi governata dal centrodestra, è una città di non facile comprensione, piena di ferite che nel corso del Novecento l'hanno resa sempre più chiusa e rancorosa, fino a renderla nel nuovo millennio ostile e diffidente verso "lo straniero" (dato di fatto paradossale per una comunità che è e resterà sempre multietnica). La vicenda del Silos nel contesto sociale e politico triestino viene raccontata in modo preciso ed esaustivo in questo articolo di Gian Andrea Franchi.



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