SERBIA-RUSSIA: L'ACCORDO CHE PORTA DISCORDIA

Dei contenuti  reali non si sa praticamente nulla, ma il generico accordo su consultazioni reciproche in materia di politica estera, siglato dai ministri degli esteri di Russia e Serbia, fa venir giù il mondo. In effetti, quelli che si sono incontrati ed accordati durante l'assemblea generale dell'ONU sono tutt'altro che Paesi qualsiasi. La Serbia (peraltro ancora priva di un governo dopo le elezioni di aprile) sembra aver virato decisamente in direzione anti UE: già il fatto di non aver aderito alle sanzioni contro la Russia, suo alleato storico, l'aveva messa in una posizione difficile riguardo al processo di adesione (sul quale pesa anche l'eterna questione del riconoscimento del Kosovo, dove quest'estate si è riaccesa la tensione). Ora, questo accordo sembra venire apposta per mettere la pietra tombale sul cammino europeo della Serbia. 
La questione non riguarda solo la politica interna di Belgrado, ovviamente, ma ha immediati riflessi su tutta la regione e specialmente sulla Bosnia Erzegovina, dove Milorad Dodik fa campagna elettorale da Mosca e colloca la RS (entità serba della Bosnia) sull'asse serbo-russo.
Non si è fatta attendere la dura reazione della UE, per bocca del portavoce della commissione europea Stano, il quale avverte che le relazioni con la Russia non possono esser considerate "business as usual" e che per chi dialoga con Mosca non c'è spazio a Bruxelles. 

Fonti: ANSAN1 english

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